Il castello

Oltre la foresta, vi era un castello, nascosto tra alberi maestosi, nessuno vi entrava poiché le sue mura erano ricoperte da un fitto groviglio di rami, saldamente intrecciati. Al suo interno il tempo scorreva lento, i grandi saloni spesso animati da feste con musiche e balli, non divertivano più la principessa divenuta ormai una splendida fanciulla, curiosa verso il mondo oltre quel sicuro regno. I suoi pensieri vagavano sempre più in giro per il mondo, immaginando di passeggiare per strade brulicanti di vita. Tra le tante sfarzose feste, una tra le più importanti era quella che cadeva nei primi giorni d'autunno, l'intera servitù di corte era chiamata al cospetto della regina che dava personalmente le direttive per organizzare il grande ballo, l'intero castello si vestiva coi colori caldi di quella stagione, i rossi dei frutti maturi, i gialli e gli aranci del cielo all'imbrunire e mentre tutti fremevano nei preparativi, la capricciosa ed annoiata principessa ebbe l'idea di farsi confezionare un abito che la rendesse adeguata a quel che era un tributo a quell'equinozio dai colori tanto vividi. E quando finalmente tutto fu pronto, e gli ospiti giunti al castello non aspettavano che il suo ingresso, si fece attendere per creare maggiore curiosità negli astanti, la serata era ormai iniziata, frizzanti calici e note di violini accompagnavano il sorriso delle eleganti lady mentre i signori parlavano d'affari. Il tocco dell'orologio sulla grande torre annunziò il tanto atteso momento, eccola, nella sua elegante postura scendere le scale, adornata con fiori e foglie dall'intenso profumo di bosco, felpato il suo incedere, un gradino dopo l'altro come un'elegante belva esotica, famelica di attenzioni, ad attenderla, il vigoroso braccio di un giovane sconosciuto, mai visto al castello prima di quell'evento. Le porse elegantemente il braccio e si incamminano verso il centro della sala passando tra occhi curiosi ed un incessante bisbiglio coperto presto dalla musica che annunziava il primo ballo. Quelle figure sinuose e ben coordinate nel danzare occuparono il centro della pista a lungo, ma durante una delle pause per riprendere fiato, egli la portò in giardino, desiderava conoscerla, curiosità condivisa dalla sua dama, parlarono tanto, gli argomenti non mancavano, negli occhi della fanciulla finalmente vi era una luce nitida, un brillare che da tempo non si notava nel suo volto, il suo sorriso brillava più delle stelle che in quella notte dal sapore magico di certo non mancavano, era la sua occasione di lasciare le mura natie e girare finalmente il mondo come suo desiderio da sempre.
Tozzi Carmen
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